"Le idee fanno grandi gli uomini; gli uomini possono rendere grandi le idee, realizzandole!" (Marco Ianes)


sabato 14 ottobre 2017

Auto elettrica, Marchionne e vecchie politiche...



Leggo, su l’Adige del 11/10/2017 un intervento di F.De Battaglia sull’auto elettrica.
Vorrei qui esprimere alcune considerazioni sul tema.
Se noi prendiamo l’auto elettrica come integrale sostituta dell’auto a combustione, è vero che allo stato attuale della tecnica non riusciamo a coprire tutti i fabbisogni della mobilità extraurbana. Però, l’analisi proposta dal giornalista non è molto aggiornata e non me ne voglia il caro de Battaglia. Se dessimo retta a personaggi come Marchionne, sicuramente l’auto elettrica finirebbe in un cassetto, per l’ennesima volta; per fortuna ci sono imprenditori veri che credono in queste tecnologie, come ad esempio un certo Elon Musk, sudafricano di origine, ma naturalizzato statunitense, che è talmente pazzo da aver investito anima e denari propri in una società chiamata Tesla, che produce auto elettriche. Ebbene, queste auto garantiscono chilometri di percorrenza molto vicini a quelle a combustione; ad esempio, il modello X ha una batteria da 100 KWH, il che significa che ha un’autonomia fino a 565 chilometri, con accelerazioni da 0 a 100 km/h in circa 3 secondi; la ricarica delle batterie può avvenire in circa 10-15 minuti con ricarica rapida all’80%; giusto il tempo di un caffè all’autogrill! Inoltre, parlando di rendimenti, l’auto elettrica ha rendimenti che arrivano al 90%, ciò significa che le perdite sono date dalla parte meccanica e dagli attriti e pochissimo dalla conversione in energia meccanica dal motore elettrico; le auto tradizionali a malapena arrivano a rendimenti del 25-30%, quindi significa che circa il 70% dell’energia è buttato nella trasformazione, sotto forma di calore (radiatore e combustione) e attriti vari. Certo, il prezzo non è alla portata di tutti e questo è un fattore limitante allo sviluppo di questo settore. Sarà un caso, però, che la stessa Tesla e molte altre industrie del settore, stiano investendo miliardi di dollari in ricerca per sviluppare batterie meno costose e più economiche? O, forse, questi sono dei pazzi visionari che buttano i loro soldi? Un esempio pratico di applicazione di auto elettrica, che ho avuto modo di verificare con elevata efficienza, è quella che molti imprenditori di media e piccola impresa statunitensi stanno adottando con sempre maggiore frequenza. Installano un impianto fotovoltaico sul tetto della sede della propria impresa, con lo scopo di autoprodurre energia per la propria attività e anche per ricaricare la propria auto elettrica e quella dei propri dirigenti/dipendenti. Alla sera, poi, la vettura elettrica funge anche da accumulatore che verrà collegato all’impianto elettrico delle abitazioni dei dirigenti stessi, sfruttando la macchina stessa come generatore per alimentare i propri consumi domestici. Geniale, vero? Noi italiani, invece, siamo ancora qui a dare premi ad un amministratore delegato che parla ancora di investire sulle vetture a combustione. Non si vedono prospettive di ricerca nel settore automotive italiano e questo rischia di farci perdere l’ennesimo treno per l’industria del futuro. Le parole di Marchionne sono il simbolo della cecità imprenditoriale italiana, non certo quelle di un tecnico illuminato che pensa alle generazioni future, tra parentesi, non rischiando nulla personalmente, poiché gestisce il patrimonio affidatogli dalla società; sarà che invece gli altri, tipo Elon Musk, che rischiano i propri capitali personali, sono dei pazzi visionari o invece magari hanno capito qual è la strada da percorrere per il futuro? 



lunedì 24 luglio 2017

Orsi in Trentino, tra incapacità di gestione e incontri poco amichevoli.

#trentino #orso #daniza #biodiversità Orsi in Trentino, tra incapacità di gestione e incontri poco amichevoli. Dal Fatto Quotidiano: Orso in Trentino.
Marco Ianes - Trento

lunedì 10 luglio 2017

Vaccini, molte perplessità e scarsa chiarezza...

Vaccini, molte perplessità, mai fugate...
Sono molto perplesso sul programma di governo che prevede la vaccinazione estesa a 12, ora 10 parrebbe, vaccini. Premetto, non sono medico e ammetto la mia ignoranza in materia ma,  da cittadino, sono curioso di capire la questione. Alcuni anni fa mi sono occupato di inceneritore a Trento, prendendo parte attiva ad uno dei comitati promotori di soluzioni diverse all'incenerimento dei rifiuti. Che c'entra, direte voi, con la questione vaccini? Ebbene, in quel periodo ho avuto diversi contatti con medici di ISDE (www.isde.it)- International Society of Doctors for Environment, noti anche come "medici per l'ambiente" e, quindi mi sono rivolto a loro per avere un quadro della situazione. Ho chiesto loro di spiegarmi perché sarebbe così importante vaccinare in maniera diffusa come proposto dalla ministra Lorenzin. La situazione è molto controversa, poiché tra i medici stessi vi sono grandi perplessità su questa strada che il nostro governo sta intraprendendo. Mi hanno mandato alcune riflessioni e domande che non trovano risposte da parte del mondo politico, avendole loro rivolte alla ministra stessa, la quale però, attualmente, non sembra disponibile a dare dati e risposte oggettive, aldilà di quelle già note a mezzo stampa o nella versione ufficiale del decreto stesso (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/7/17G00095/sg).
Le domande, che faccio mie, come semplice cittadino, sono le seguenti:
  1. Quali sono le verità scientifiche che dimostrano la necessità dei 12 vaccini, ora pare diventati 10? Dove è possibile reperire tali dati, sempre se esistono?
  2. Abbiamo in corso 10/12 probabili epidemie in Italia, tali per cui è giustificabile un provvedimento così incisivo?
  3. Sono mai stati verificati gli effetti di un trattamento vaccinale (12 vaccini in un anno) come quello previsto nel decreto, su un campione significativo di popolazione? 
  4. Quali i possibili rischi per la generazione di neonati sottoposti a ben 10/12 vaccinazioni, non conoscendone gli effetti collaterali, dato proprio il tempo di somministrazione molto breve?
Mancano le risposte a questi quesiti, che anche un normale e semplice cittadino come il sottoscritto, dovrebbe essere in grado di comprendere e valutare. 
A puro titolo personale, mi viene un'altra domanda:" perché la necessità di istituire questa obbligatorietà così spinta? Non è che qualche azienda farmaceutica spinge fortemente su scelte politiche di questo genere, per ovvi motivi di interesse commerciale?" Se un ministro della Repubblica non dà informazioni sufficienti e non chiarisce bene tutti gli aspetti di una proposta sanitaria simile, è ovvio che nascano le proteste di piazza (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/02/vaccini-lorenzin-decreto-martedi-trento-protesta-contro-lobbligo-ma-non-chiamateci-no-vax/3631241/) e si creino pensieri strani ( o forse no?) su collusioni tra politica e mondo farmaceutico che, ovviamente, non sono assolutamente provate. 
Ma allora, rimane ancora la domanda principale...perché tutto questo e in questo modo, non condiviso, non sufficientemente spiegato, propinato con poca base scientifica o, quantomeno, con dati non diffusi in maniera chiara?

Risposte si attendono, per creare cultura della prevenzione, non per dividere ulteriormente il Paese. 

mercoledì 17 maggio 2017

Somalia: emergenza siccità! Un momento di solidarietà.

Somalia: emergenza siccità!
Un momento di solidarietà per raccolta fondi.
Ci troviamo al PARCO DI MELTA VENERDì 19 MAGGIO ORE 16:30 PER UNA PASSEGGIATA SOLIDALE A SCOPO RACCOLTA FONDI.
Il motivo? Leggi qui: http://www.tpi.it/mondo/somalia/bambini-somalia-pericolo-siccita

sabato 15 aprile 2017

TAV, tunnel Brennero, Trentino e tanta, troppa confusione e poca trasparenza.




Foto: mentre al MUSE andava in scena lo spot pubblicitario della TAV e del tunnel del Brennero, fuori le forze dell'ordine tenevano a bada i "facinorosi" cittadini che protestavano contro la TAV. Trasparenza e condivisione dei percorsi? Dibattito aperto? A me sembra la solita musica!


Nello splendido Museo della Scienza, meglio noto come MUSE, a Trento, si è recentemente tenuto un dibattito pubblico, organizzato dal locale quotidiano l’ADIGE sul tema “TAV e tunnel del Brennero: cosa cambierà, una volta realizzato completamente, in Trentino e in Alto Adige, ma anche in tutta Italia e tutta Europa? Come si stanno preparando i territori, quali opportunità e quali rischi offre una struttura di quel tipo?”  Ospiti del convegno i relatori di parte favorevole alla costruzione dell’opera, ovvero il commissario governativo per il tunnel, ing. Ezio Facchin, l’assessore provinciale trentino alle infrastrutture Mauro Gilmozzi e il direttore dell’Osservatorio e del centro informazioni per il tunnel, dott. Martin Ausserdorfer. Assente, tra i relatori, qualsiasi rappresentante di posizioni contrarie a tale opera.
Fuori, sempre fuori dal dibattito, i manifestanti NO-TAV, a tenere compagnia ad uno schieramento di polizia esagerato.  Presenti in sala moltissimi esponenti della maggioranza di governo locale, consiglieri provinciali e la presidente del consiglio comunale di Trento, Lucia Coppola che rappresenta forse l’unica voce fuori dal coro della maggioranza di cui fa parte,  contro la costruzione dell’opera.  Se, da una parte, l’evento ha avuto il pregio di riportare l’attenzione su un argomento che, a mio avviso con maestria, la politica trentina sta tenendo sopito, dall’altra però, si evidenzia sempre una chiusura al dibattito completo, che possa prevedere al tavolo il confronto tra le varie opinioni, anche contrarie, a quest’opera imponente, costosissima e della quale non si conoscono bene i contorni. Sì, perché dal dibattito proposto, non si è fatta luce su progetti relativi alle tratte tra Bolzano, Trento, Rovereto e Verona, lasciando capire che esiste ancora il “progetto preliminare” originale, ora rivisto e sistemato, sempre in via provvisoria da RFI :  http://www.ladige.it/news/cronaca/2017/01/26/tav-ipotesi-rfi-galleria-pi-corta-trento-niente-raddoppio-rotaliana-ma). Praticamente, il dibattito non ha portato alcuna novità degna di nota, ma è sembrato più un mega spot promozionale, per far sapere che il tunnel del Brennero sta procedendo alacremente, come ha detto Martin Ausserdofer, molto abile come promoter, affermando che in Alto Adige si sono sanati tutti i contrasti iniziali con la cittadinanza contraria, grazie al dialogo e alla partecipazione. Un dubbio mi viene anche sugli strumenti utilizzati… forse magari anche grazie a qualche strategia politica di compensazione territoriale? Chi lo sa! In Trentino, invece, tutto tace; l’assessore competente, ha fatto il punto sulla situazione, dicendo “che ci stanno pensando” e che sarà attivato un percorso partecipativo per dialogare con i cittadini e per raccogliere suggerimenti. Intanto, però, da anni vengono rifiutati confronti pubblici con i cittadini che sono contrari all’opera. Bella coerenza di trasparenza e apertura al dialogo. Nell’intervento del commissario governativo, l’ing. Facchin ha evidenziato che è necessario superare gli attriti, ma non un cenno a numeri che possano giustificare un’opera simile. Ci si aspettava qualche riferimento tecnico su cui ragionare, come ad esempio quali impatti ambientali la struttura a progetto preliminare potrebbe generare e quali prospettive di mitigazione si potevano introdurre; oppure, quanti treni saranno previsti e che percorsi di conversione del traffico da ruota a rotaia, a livello economico-politico, si sarebbero attivati per rendere sostenibile un’opera che avrà effetti impattanti enormi su un territorio vocato all’agricoltura di montagna. Insomma, per l’ennesima volta, un altro spot a favore della TAV,  ma per assistere ad un dibattito serio su numeri, progetti e prospettive future, mettendo sul tavolo pro e contro, dovremo aspettare chissà quando. Sempre ammesso che questi signori si degnino di mettersi a serio confronto! In chiusura, la ciliegina sulla torta dell’ing. Facchin, che ha spudoratamente sollecitato la stampa, rivolgendosi ad un imbarazzato direttore del giornale l’Adige, dicendo:” …anche voi della stampa, dovreste guidare l’opinione pubblica sulla comprensione di queste opere”! Come dire, e interpreto soggettivamente…chiudete la bocca a quelli che non la pensano come noi! Sempre, però, con trasparenza e condivisione, ovviamente!